Anno Pestis 1348, l’attualità della pandemia in un gioco da tavolo

13 Lug 2020
Anno Pestis 1348

Ecco l’intervista a Federico, Sergio e Marco, studenti dei nostri corsi Games e creatori di un gioco da tavolo più reale che mai: i giocatori devono sopravvivere ad una pestilenza!
 

  • Ciao ragazzi, grazie per aver accettato la nostra intervista. Potreste presentarvi brevemente (nome completo, età, corso che stai frequentando, ruolo nel team di lavoro)?

F: Federico Malesani, 25 anni, Game Art, ho curato la parte visual del gioco
S: Sergio di Bella, 28 anni, Game Design, mi sono occupato del bilanciamento del gameplay
M: Marco Cortese, 23 anni, Game Design, ho pensato soprattutto alle meccaniche del board game

  • Qual era la vostra consegna di progetto e quale lavoro avete consegnato?

F: il tema era a scelta tra infezione, preistoria ed alchimia, noi abbiamo pensato all’infezione. Il gioco vuole avere una base reale, con persone comuni che devono sopravvivere all’avvento della peste. Ci sono vari personaggi, l’obiettivo è sopravvivere a 28 giorni di epidemia guadagnando soldi per migliorare il proprio stile di vita. Chiaramente sei coinvolto nel caos, non devi trovare una cura come in altri giochi ma semplicemente devi cercare di sopravvivere.
S: l’interazione tra i vari giocatori è indiretta, non si ha modo di penalizzare direttamente un altro player, ma semplicemente devi costruire la tua strategia per completare il gioco. Per ogni “giornata” di gioco c’è una bacheca dove i giocatori trovano i lavori da poter svolgere per mantenersi; a seconda della posizione, si possono scegliere diversi lavori. Abbiamo cercato di bilanciare i vari personaggi, in modo da non creare vantaggio per nessuno.

 

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  • Da dove nasce l’idea del vostro progetto? 

M: come richiamo storico abbiamo pensato alla peste di Firenze (da qui il nome Anno Pestis 1348), l’idea principale rimaneva comunque quella di un gameplay dove il singolo giocatore sopravvive alla pandemia grazie a se stesso e non con lo scontro o l’incontro con altri.
F: nonostante questo, se avremo occasione di fare qualche upgrade, lavoreremo sull’interazione tra i giocatori che, a lavoro finito, forse poteva essere inserita.

 

  • Come vi siete trovati lavorando in un Game Team?

F: inizialmente eravamo spaesati, poichè non avevamo mai lavorato con scadenze reali. Abbiamo cercato di dividere equamente i compiti e abbiamo lavorato coesi. Ognuno sapeva cosa doveva fare e l’obiettivo da raggiungere 
M: solitamente, fissavamo a fine settimana il termine di consegna, così da avere un confronto collettivo su tutti i temi. Direi che il risultato finale ci ha premiati.
S: abbiamo litigato parecchio, ma sempre in maniera costruttiva. L’ottimizzazione del tempo è stato il problema principale, perchè avevamo molte idee molto confuse. Dalla creazione fisica e visual della mappa in poi, è andato tutto più liscio.

 

  • Quali sono le prossime sfide che vi attendono?

F: io e Sergio siamo ancora insieme nel team di progetto del secondo semestre, dove però non proseguiremo nello sviluppo di questo gioco, vogliamo resti così.
S: corretto, abbiamo deciso di non riprendere il progetto del primo semestre, anche perchè essendo attualmente in 5 abbiamo creato cose nuove.
M: sono anche io in un altro team e la convinzione è che il gioco debba rimanere il più fedele possibile all’epoca 1300, portarlo in digitale toglierebbe valore al gioco stesso.

 

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